Dal libro delle "Fromule Magiche" di Jedi Simon, una piccola guida sugli Incensi
Naturali di origine biologica
Qui vengono elencate alcune delle più comuni varietà di Incensi in grani, resine
e spezie aromatiche
che vengono bruciate e sublimate in diversi culti e rituali a fine
propiziatorio, purificatore, per accompagnare
le preghiere augurali, e le operazioni di protezione contro la negatività, i
mali pensieri e il malocchio. copyright 2011
Dammar gomma è ottenuta dagli alberi della famiglia delle Dipterocarpacee dell’India e dell Asia dell’Est, principalmente quelle del genere Shorea, Balanocarpus, e Hopea. La maggior parte di queste resine e’ ottunta a mezzo battimento degli alberi: comunque una parte, quella migliore, viene raccolta allo stato fossile dal terreno. La gomma varia di colore e va dal giallo chiaro a quello trasparente. Quella fossile e’ grigio marrone. Viene usata nei cibi, come aromatico o agente di rivestimento che aggiunge brillantezza al prodotto, smaltatura e altri processi. La resina Dammar fu introdotta per la prima volta come vernice nel 1826, da cui prende il nome. La vernice Dammar viene comunemente usata in olio, sia durante il processo di pittura che al momento in cui si è terminato il dipinto. Il nome in Malay significa resina. Esistono due tipi di Dammar oltre la gommoresina: La “Mata kucing" ("occhio di gatto “) che è una resina cristallina in forma di globuli rotondi. La "Batu" ("sasso") è il nome di quella data alla Dammar che ha forma di ciottolo, opaca, che si raccoglie sul terreno. L’analisi della resina indica una apparenza biancastra, punto di fusione a 120°- Densità (kg per m3): 1.04-1.12. Solubilità in xylene. Indice di rifrazione 1,5 circa. Numero CAS 9000-16-2. EINECS: 232-528-4. La resina è stabile, combustibile, e incompatibile con agenti fortemente ossidanti. Tossicità: Bassa, inalazione della polvere provoca fastidio alle mucose e starnutazione.
Fino all'Ottocento la resina dell'abete rosso veniva utilizzata come surrogato meno pregiato del costosissimo Incenso. L'aroma è più intenso di quello della resina dell'Abete Comune, ricorda quella di Pino ma più dolce e meno pungente, gli manca tuttavia la nota più fresca e "boscosa" classica di quest'ultima. Ha un'azione tonificante e rivitalizzante e riporta la serenità nei momenti di squilibrio. Anticamente veniva usata come trattamento per varie patologie polmonari e per purificare gli ambienti chiusi ai quali ridona freschezza e limpidezza. Dato che la combustione produce molto fumo è consigliabile sempre tenere le finestre aperte quando si brucia
L'Aloe ha trovato nei secoli tantissimi utilizzi, sia medicinali che spirituali. Le proprietà di questa essenza sono molteplici, in antichità veniva usata sia per curare le ferite della battaglia, grazie all'azione antisettica, sia per ritemprare lo spirito. Era conosciuta ed apprezzata presso quasi tutti i popoli antichi, che le avevano dato nomi diversi come: Pianta dell'Immortalità (Egiziani), Giglio del Deserto ( Tuareg), Guaritrice Silenziona (Indù), ecc.
Djaoui
Anice Stellato (Illicium anisatum)
Oltre a stimolare la sensualità, il profumo del benzoino ha un effetto rasserenante sulla psiche ed è utile nei momenti di tristezza e mortificazione. Anticamente veniva usato anche per attrarre la fortuna, nelle botteghe dei commercianti era uso mettere alcuni grani di Benzoino vicino alla cassa per attrarre i soldi. La varietà così detta "del Siam" è quella più pregiata, con un classico colore ambrato tendente all'arancione ed un profumo mandorlato ed acuto. I grani prendono colore con l'ossidazione, infatti se rotti l'interno risulterà bianco con venature colorate. Principalmente viene prodotto in due zone, nel Siam (Laos/Cambogia/Tailandia) e a Sumatra. Le specie da cui si estrae la resina sono presenti in diverse parti del sud est asiatico. Attualmente è disponibile in 2 qualità: Molto Buona: profumo più secco e pungente con un retrogusto di mandorla. Ottima: profumo più dolce e sensuale con un retrogusto mandorlato.
Le fumigazioni con Boldo hanno un effetto calmante, purificante, riequilibrante
e rappresentano un valido rimedio contro il nervosismo e i disturbi del sonno.
Le foglie di questa pianta emanano un profumo di menta, canfora, alloro e uva.
Borena (Boswellia Neglecta)
La Boswellia neglecta, che dà origine all’incenso chiamato comunemente borena, è una pianta che può arrivare fino ad un’altezza di 6 metri, e cresce nelle regioni a sud dell’Etiopia: Bale, Gamo Gofa, Hararghe e Sidamo, dove è chiamato Dakara, in lingua oromo. La resina che produce, d’ottima qualità, può essere nera o bianca, ed è prodotta per essudazione spontanea dalle ferite della pianta. Fragranza: fresca e legnosa.
Incenso Naturale
Olibano Migiurtino (Boswellia frereana)
Incenso eccellente, l’Olibano Migiurtino consta nel tegumento intriso
dalla resina rappresa d’una particolare Burseracea: la Boswellia
frereana, un arbusto xerofilo noto da sempre per la sorprendente capacità di
prosperare sulle più scoscese pareti rocciose; questa pianta è endemica dei
digradanti pianori di confine tra Etiopia e Somalia.
Pochi i temerari che sfidano costoni ripidissimi allo scopo di raccogliere
questo raffinato materiale aromatico naturale, impiegato da millenni tanto per
riti di purificazione quanto nella medicina tradizionale. Le grate fumigazioni
speziate emanate dalla combustione dell’Olibano Migiurtino conducono ad
un’esperienza olfattiva invero unica e straordinaria. Il suo aroma è caldo e
avvolgente e ricorda il limone.
La canfora è una sostanza bianca, cristallina, che fuoriesce dalle fessure del
legno soprattutto in presenza di temperature elevate. Questi alberi
raggiungono dimensioni enormi e già nell'antica Cina erano considerati sacri.
Presso il santuario Hachiman, nel distretto di Kagoshima, si trova un esemplare
di 1200 anni. Ai tempi di Marco Polo la canfora del Giappone veniva pagata a
prezzo d'oro. Nelle miscele, tale sostanza dona una nota di freschezza.
Da secoli in Asia la Canfora viene utilizzata per placare gli istinti carnali e
per stimolare il raggiungimento dell’estasi mistica. E’ inoltre un valido
ingrediente per gli incensi divinatori.
Ha un effetto purificante, rinfrescante, rivitalizzante e favorisce la
concentrazione. Inoltre rafforza la coscienza e mitiga il desiderio sessuale.
Questo Copale ha un profumo chiaro, leggero, fruttato e dalle note limoncine. La sua fragranza è come un soffio di tenerezza, ha un effetto purificatore e stimola le attività mentali e spirituali.
Il copale nero, detto anche della notte perchè racchiude in sé le energie occulte delle tenebre, ha un intenso aroma balsamico, mistico e misterioso. E' il più pregiato e il più costoso tra i vari copali. Mette in contatto con i recessi più nascosti e oscuri dell'anima, ha un'azione calmante ed aiuta a riconoscere le contraddizioni insite in ciascuno di noi.
La radice fresca, o rizoma, ha lo stesso odore della banana e un tempo era un ingrediente di vari piatti, sia crudi sia cotti. Una volta essiccata emana un gradevole aroma, che può ricordare l'incenso e la violetta, con note pungenti dovute al pur basso contenuto in canfora di elenio. Già in tempi molto antichi la radice ha trovato impiego nelle miscele per fumigazioni, in particolare quelle praticate in occasione delle feste di mezza estate. Era considerata simbolo dell'energia del sole, che si riteneva venisse liberata grazie alla combustione; per questo motivo le fumigazioni erano raccomandate anche nei periodi cupi invernali. Il suo profumo allevia stress e tensioni e aiuta in caso di melanconia e tristezza. L'enula è molto apprezzata anche dalla cultura indiana, che contempla le fumigazioni con l'Inula racemosa, una varietà locale, ad azione armonizzante, purificante e curativa.
Secondo l'antica medicina ayurvedica questa resina dona benessere interiore, ringiovanisce e rivitalizza la mente, purifica l'aura e scaccia i fattori di disturbo nei momenti di meditazione e preghiera. Il suo utilizzo è dunque particolarmente indicato nei casi di forte nervosismo, stress e insonnia di origine nervosa. Il guggul viene ricavato per incisione dalla pianta Commiphora Mukul, della stessa famiglia della Commiphora Mirrha da cui si ricava la mirra, non a caso uno dei nomi di questa resina è anche Mirra Dolce.
Il Labdano nasce da un arbusto che trasuda una massa resinosa dal colore marrone scuro. Ancora oggi viene raccolto facendo pascolare le capre in mezzo agli arbusti e poi pettinandone il manto. Il Labdano ha affascinato la gente per molti secoli. Gli antichi Egizi lo usavano nelle loro miscele come il Kyphi, gli ebrei lo bruciavano nei loro templi. Si dice che il suo profumo sia in grado di raggiungere le profondità del nel nostro subconscio e riportare alla luce i ricordi, le sensazioni, gli stati d'animo.
Ottenuto tramite incisione della corteccia, è l’incenso utilizzato in Etiopia per la cerimonia del caffè, vero e proprio rito durante il quale, dopo aver tostato i chicchi di caffè, ne viene fatto annusare l'intenso aroma, addolcendolo bruciando a parte del Lubanja. Nella medicina tradizionale è impiegato per le sue proprietà rilassanti e come regolatore dei disturbi del ciclo mestruale. Fragranza: dolce, leggermente vanigliata.
La mirra, che racchiude in sé l'energia del nostro pianeta, ha un'azione calmante e rallentante, conferisce intensità e congiunge con la terra. La fumigazione con questa resina "ci rimette in piedi" e pacifica il nostro spirito affaticato e confuso.
La nigella era conosciuta ed apprezzata già dagli antichi egizi: sono stati
ritrovati i suoi semi in diversi siti archeologici dell'Egitto (nella tomba del
faraone Tutankhamon, per esempio, erano presenti delle anfore colme di olio di
nigella). Sebbene il suo esatto ruolo nella cultura egiziana sia a noi
sconosciuto, questi ritrovamenti ci dicono che i semi e l'olio della pianta sono
stati attentamente selezionati per accompagnare il faraone dopo la vita e,
quindi, dovevano avere un ruolo rilevante nella società. Bruciata rilascia una
fragranza particolare che ritiene tutta l'energia benefica che i piccoli semini
neri hanno. L'odore molto particolare, ricorda quasi il pane bruciato ma non ha
quelle note acute e entranti che infastidiscono l'olfatto. E' ottimo
per ridonare energia e volontà, l'energia che si sprigiona è fonte per nuovi
inizi.
L’Olibano d’Etiopia si presenta in caratteristiche masse solide brune di
sembianza zuccherina, originate dalla coagulazione della resina naturale secreta
da una rara Burseracea: la Boswellia rivae, una xerofila endemica
degli altopiani desertici dell’Etiopia meridionale (nei pressi della regione che
vide gli albori dell’Homo sapiens). Si tratta di un pregiatissimo prodotto
aromatico naturale che non presenta particolari difficoltà di raccolta se non
quella di doversi avventurare in zone aridissime quanto impervie: l’arbusto,
infatti, secerne la resina spontaneamente.
Nel Corno d’Africa, l’inebriarsi con le fragranti fumigazioni sprigionate
ardendo questo prezioso essudato, dona appagamento fin dalla preistoria. Il suo
profumo e simile a quello dell'incenso classico ma più dolce e avvolgente.
L'opoponax, detto anche mirra dolce, appartiene alla famiglia delle Burseraceae. Nell'antichità la resina veniva ricavata anche da una pianta delle Apiaceae, Opoponax chironicum Koch, ma oggi non è più reperibile in commercio. La mirra dolce viene commercializzata in grani, di aspetto irregolare e quasi sgradevole, color bruno sporco. Bruciando, la resina sviluppa un aroma dolce, meno intenso di quello della mirra comune, che ricorda l'odore dei turaccioli delle bottiglie di vino rosso o di antiche biblioteche segrete. Le fumigazioni con opoponax venivano utilizzate presso numerose civiltà per proteggere dagli influssi negativi.
Questo albero, ora protetto, è stato usato fin dai tempi antichi dagli Incas come un rimedio per la purificazione spirituale. Si dice che ripulisca uno spazio dalle energie negative.
La resina di pino è stata usata in moltissimi incensi sin dall'antichità. Il suo forte profumo che dona immediato benessere e ristoro è sempre stato usato da sciamani, druidi e sacerdoti. Anche una piccola quantità di questa sostanza appena bruciata sprigiona un'energia che ci riavvicina alla natura ed all'universo.
Il suo profumo caldo e balsamico ricorda un po' l'incenso, si presta a fumigazioni serali utili nei disturbi del sonno da stress e tensione. Quando viene bruciata diffonde note balsamiche e fruttate che ricordano vagamente la copale. Queste fumigazioni hanno un azione chiarificante, rinvigorente e purificante; neutralizzano le vibrazioni negative e l'aria pesante negli ambienti chiusi. E' consigliabile bruciarne una piccola quantità visto che produce molto fumo.
Questo incenso viene adoperato principalmente per le purificazioni e per attrarre la prosperità materiale. Protegge dalle forze negative e potenzia tutti gli altri incensi. La tradizione lo attribuisce a Marte e Saturno; altri lo vogliono associato a Giove e Mercurio.
Se vi
occorrono alcune di tali resine e spezie, contattatemi liberamente, e saprò
dirvi o dove trovarle in natura, ( sempre che abbiate la fantasia di viaggiare e
di andare a raccoglierle)
ma se non ve ne serve che la quantità per un qualche rituale di
purificazione, provate a chiedere, che magari ne ho un poco.
ioseme@hotmail.com
Dal libro delle "Formule Magiche" di Jedi Simon. copyright 2011 - fotografie di Jedi Simon